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Nuovi europei, nuovi romani | Fuori le Mura





Nuovi europei, nuovi romani

26 settembre 2011

di Andrea Palazzo

Dieci storie di integrazione riuscita. Un progetto multimediale che racconta la vita di uomini e donne appartenenti a paesi neocomunitari e divenuti cittadini della Capitale

Jitka, Simon, Sebestyén, Eljana, Paoulina, Kinga, Petras, Marin, Bogdan e Dana. Nell’ordine, sono: un’attrice ceca, un pony express e una guida ungheresi, un’insegnante e un’architetto bulgari, un’artista polacca, un sacerdote lituano, infine un assistente sanitario, un imprenditore e una mediatrice culturale romeni.

Ecco soltanto alcuni tra i tanti nuovi cittadini che popolano la Capitale, i romani degli anni duemila. Questi nomi sono i protagonisti del progetto “Romani d’Europa”, un’iniziativa promossa da In Media Res Comunicazione e dall’Associazione culturale MakeNoise, in collaborazione con Cantiere Europa, Fonditalia, Agenzia per la Mobilità e Atac per Roma Capitale, assessorato alle Politiche Sociali e Ufficio Europa.

Si tratta di dieci storie d’integrazione nel tessuto cittadino, raccontate attraverso la potenza delle immagini. Una mostra fotografica, un libro, un sito, un’applicazione per smartphone, video e spot per illustrare le belle vicende di chi ha vinto la propria scommessa in Italia, di chi è riuscito a superare la condizione di emarginazione con fatica e sacrifici. “Romani d’Europa” è un autentico progetto multimediale presentato in Campidoglio il 22 settembre e visitabile per un mese intero nelle metropolitane della città. Fino al 9 ottobre la mostra sarà presente presso la fermata Spagna (Metro A), corridoio vicolo del Bottino. Poi l’esposizione si trasferirà dal 10 al 23 ottobre in periferia, presso la fermata Anagnina (sempre della Metro A), sulla banchina direzione Battistini.La scelta delle metropolitane non è casuale: luogo di passaggio frequentato ogni giorno da circa un  milione di persone.

La finalità del progetto è proprio quella di arrivare alla gente, aiutare i cittadini italiani ad avere una differente percezione della popolazione straniera, soprattutto nei confronti dei “neocomunitari”, gli immigrati provenienti da paesi recentemente entrati nell’UE come Bulgaria, Romania, Ungheria, Rep. Ceca, Slovacchia, Lituania, Estonia e Lettonia.

Qualche fatto di cronaca e le storture prodotte dall’industria dei media non aiutano la loro accettazione. Nel Paese, e soprattutto nella città di Roma lo straniero continua spesso ad essere malvisto, temuto, allontanato. L’obiettivo dell’iniziativa è far conoscere una realtà sconosciuta, figlia di facili pregiudizi e vecchi luoghi comuni. Si raccontano le storie di persone che col proprio lavoro stanno contribuendo concretamente alla crescita ed allo sviluppo della città.

Dieci esempi a rappresentare una crescita impressionante della popolazione straniera nella Capitale, raddoppiata negli ultimi dieci anni. Secondo quanto registrato dalla ricerca “Romani d’Europa” gli stranieri residenti nella Capitale sono arrivati a toccare a gennaio 2009 quota 293.948. Si tratta dunque di più del 10% della popolazione complessiva, provenienti nel 45,1% dei casi da paesi europei: soprattutto rumeni (52.540 individui, il 19,6% del totale) e polacchi (14.085 persone residenti, il 4,8%). Anche i dati Istat nazionali relativi al gennaio 2011 registrano una crescita, con una quota di stranieri intorno al 7,5% sul totale dei residenti (circa 4 milioni e mezzo).

Razzismo e xenofobia continuano ad essere due ostacoli enormi per la piena integrazione di questi “romani d’adozione”. Una guida nata a Budapest che spiega la storia capitolina o un volontario che dalla Romania si trova di notte al Sant’Eugenio ad assistere i malati sono testimonianze di vita vera. Non sono problemi, sono risorse.

 

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