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Sunday 20 September 2020
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Pillola anticoncezionale: la scienza studia una compressa contraccettiva a rilascio graduale

La normale compressa che blocca il concepimento umano, si assume di solito tutti i giorni, meglio se alla stessa ora (sono le donne a prenderla). Affinché i suoi effetti siano sicuri, non bisogna saltare nemmeno un giorno. Se le donne sono distratte per motivi personali, o a causa della vita troppo frenetica, finiscono in un gran bel problema. La mancanza di puntualità nell’assumere la compressa, potrebbe dunque comportare un rischio maggiore di gravidanza.

Secondo alcune stime, circa la metà delle donne assume una pillola contraccettiva, dimenticando però almeno una dose ogni tre mesi. Partendo da questa dimenticanza/esigenza, il professore associato di Medicina presso la Harvard Medical School e gastroenterologo del Brigham and Women’s Hospital Giovanni Traverso ha deciso di lavorare con i suoi collaboratori ad un metodo anticoncezionale a lungo rilascio. La scienza ha proposto la prima pillola anticoncezionale che va assunta una sola volta al mese. Il suo scopo è quella di concentrarsi nello stomaco, posto in cui rilascia un po’ alla volta i suoi principi.

Lo studio

Per riuscire nel loro intento, come prima cosa, gli scienziati hanno dovuto mettere a punto una capsula rivestita di gelatina. In questa gelatina è stato realizzato un sistema a sei braccia con la forma di stella, che a sua volta conteneva il farmaco (chiamato Levonorgestrel).

Dopo aver ingerito la compressa, secondo i racconti del team, essa si ferma nello stomaco. Se la capsula si scioglie, viceversa le braccia si aprono, fino a prendere u dimensione di poco più grande dell’apertura del piloro (organo comunicante con stomaco e intestino). Grazie a questa ampiezza, la pillola resta nello stomaco per settimane, rilasciando adagio la polvere del farmaco.

L’esperimento, messo a punto sugli animali, è stato monitorato con attenzione dai ricercatori. Questi ultimi infatti hanno tenuto d’occhio l comportamento ormonale nel sangue degli animali. Progressivamente, la compressa ha rilasciato il farmaco nell’arco di 29 giorni (dunque circa un mese). Ecco dunque che la prossima fase sarà quella di compiere degli studi clinici per capire se sull’uomo abbia il medesimo effetto. Altro interesse della scienza poi è quello di sviluppare un meccanismo che permetta di smaltire definitivamente la pillola attraverso lo stomaco dopo il rilascio del farmaco.

Le affermazioni dei ricercatori

Il professore Giovanni Traverso ha spiegato che questa capsula consente di andare oltre i limiti oggi esistenti in materia di contraccezione. Le donne infatti potrebbero in tal modo affidarsi ad un farmaco che si assume una volta al mese. Il lavoro è cominciato per altri motivi. Inizialmente infatti, il team stava studiando una terapia farmacologica contro malattie come AIDS e tisi. Durante la ricerca però è emerso un potenziale impatto di un contraccettivo, e i ricercatori hanno dunque spostato la loro attenzione sull’argomento.

Il passo seguente sarà quello di trovare un modo per permettere all’organismo di secernere la compressa ormai vuota dopo 4 settimane. Inoltre lo studio prosegue per individuare altri modi attraverso cui fare aprire le braccia della capsula, magari attraverso le variazioni di pH e temperatura o l’esposizione a diverse sostanze chimiche.

Il farmaco verrà sviluppato prossimamente, per cui ancora non è reperibile in commerciale io, ma la ricerca si dice ottimista a riguardo.