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Wednesday 21 October 2020
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Covid-19: quali sono le maggiori direttive sulla sanificazione dei locali pubblici?

Nonostante la pandemia mondiale sembra aver allentato la propria morsa in Italia, i casi di infezione non sono ancora del tutto cessati, e sicuramente non è il momento di abbassare la guardia. Il Governo ha dato precise direttive per la sanificazione dei locali pubblici, che mirano a garantire la frequentazione di uno spazio salubre e privo di qualsiasi pericolo; andiamo a vedere insieme quali sono le maggiori direttive sulla sanificazione dei locali pubblici.

 

Igienizzazione delle superfici

Al primo posto tra le direttive di maggiore importanza per il contrasto del covid-19, troviamo la disinfettazione delle superfici pubbliche che sono destinate al continuo contatto con le persone. Banconi, sedie e tavoli, sono solo alcune delle superfici dei locali pubblici che dovranno essere disinfettate più di una volta al giorno. La disinfettazione potrà avvenire in maniera autonoma, ovvero eseguita da dipendenti e dirigenti dell’attività, con precise sostanze e gel in grado di eliminare i batteri, o tramite un servizio esterno. Il servizio esterno prevede la chiamata di agenzie e imprese specializzate nell’igienizzazione degli spazi, che al termine del proprio intervento rilasceranno un documento di avvenuta sanificazione. Il Governo ha caldamente consigliato di fare affidamento a questo tipo di servizi, che utilizzando generatori e vaporizzatori ad altre prestazioni, riescono a garantire una sanificazione completa. I locali ad alta frequentazione giornaliera avranno l’obbligo di effettuare l’intevento di disinfettazione più di una volta al giorno.

 

Adozione di dispositivi protettivi

Tra le direttive di sanificazione dei locali pubblici, troviamo anche l’obbligo di adozione di dispositivi protettivi di varia tipologia. Sarà innanzitutto necessario adottare un gel disinfestante che i cittadini dovranno utilizzare prima di effettuare l’accesso al locale, di modo tale da eliminare agenti patogeni provenienti dall’esterno. La direttiva consiglia anche la presenza di una persona esterna all’attività che sia dedita alla vigilanza del rispetto delle regole di igienizzatone delle mani e distanziamento sociale, tuttavia ciò non risulta essere obbligatorio. Resta comunque necessaria l’adozione della mascherina e dei guanti monouso. Indossare la mascherina prima di entrare nel locale pubblico sarà obbligo del cittadino, al quale verrà vietato l’accesso in assenza di essa. La distribuzione dei guanti monouso all’entrata del locale sarà però dovere dell’esercizio.

 

Rilevazione della temperatura

Tra le direttive di sanificazione troviamo anche la rilevazione della temperatura, non soltanto valida per le entrate dall’esterno, ma persino per i dipendenti e collaboratori del locale in questione. Essi prima di iniziare la propria giornata lavorativa dovranno subire un controllo della temperatura corporea effettuato tramite un rilevatore ad infrarossi, che possa quindi garantire la distanza personale evitando il contatto. Molti locali pubblici hanno preferito sottoporre i propri dipendenti anche ad un apposito test per la rilevazione del coronavirus. Per quanto riguarda invece gli utenti del locale pubblico, avranno l’obbligo di attendere in fila per una scansione individuale prima di entrare nel locale pubblico. Non verranno fatte accedere persone con raffreddore, sintomi febbrili, tosse o potenziali manifestazioni di covid-19, che verranno immediatamente segnalate alle autorità competenti.

 

Sanzioni previste per l’infrazione delle direttive

Le sanzioni previste per chi decide di infrangere e non rispettare le direttive imposte per la sanificazione dei locali pubblici sono davvero aspre. Si parte da multe che possono arrivare ad un massimo di nove mila euro, fino a sanzioni penali per attentato alla salute pubblica, con pene che possono arrivare a ben sei anni di reclusione. Per il bene collettivo, ma anche di amici e familiari, invitiamo tutti al rispetto delle direttive oggi analizzate, il cui obbiettivo non è ostacolare le attività o l’intrattenimento privato, bensì tutelare la salute pubblica e impedire la diffusione del virus.