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Roman Polanski: A Film Memoir | Fuori le Mura

Roman Polanski: A Film Memoir

18 maggio 2012

di Giuseppina Genovese

Luci e ombre di un regista che ha fatto grande il cinema

Presentato fuori concorso al 65° Festival di Cannes, arriva nelle sale  Roman Polanski: A Film Memoir, un lungo e ricco documentario diretto da Laurent Bouzereau che racconta la vita privata e professionale di uno dei più grandi registi contemporanei. Una vita vissuta con il piede sull’acceleratore, costellata da grandi successi e da rovinose cadute. Il dolce sapore della vittoria e l’amaro gusto della prigione. E poi gli scandali, la prematura vedovanza, le calunnie e le insinuazioni: una vita straordinaria, vissuta al massimo, nel bene e nel male, nei suoi chiari e nei suoi scuri che ne hanno fatto, al di là di ogni giudizio soggettivo, un uomo.

La vita di Roman Polanski è stata in bilico fin dalla più tenera età: miracolosamente sopravvissuto a un’infanzia passata nei ghetti di Varsavia, ha visto strapparsi la famiglia dalle SS tedesche. Un bambino che ha patito la fame e che non potendo andare a scuola, imparava a leggere attraverso i sottotitoli dei film che lui guardava incantato, senza mai lontanamente poter solo pensare che un giorno sarebbe stato egli stesso a crearne. Poi un giovane uomo alle prese con i suoi primi studi in Accademia e i primi corti. L’arrivo della notorietà, dei successi più grandi, coinciderà con un’altra, beffarda disgrazia, come se il destino volesse riprendersi ciò che gli era stato dato: l’assassinio brutale, da parte di un gruppo di fanatici, di sua moglie e del figlio in arrivo. Ogni genio ha la sua parte sregolata, e quella di Polanski coincide con la violenza sessuale ai danni di una tredicenne.  Una vicenda controversa, di cui il regista  si è dichiarato colpevole e ne ha accettato l’esilio dall’America. Ma la persecuzione giudiziaria non si è conclusa qui, né è mai terminato il folle calderone mediatico. A distanza di 32 anni, esattamente il  26 settembre 2009 all’aeroporto di Zurigo  con un mandato di cattura internazionale il regista è finito in prigione. Dietro il pagamento di una salatissima cauzione, il regista ottiene i domiciliari, che sconterà nel suo chalet a Gstaad.

Inizia proprio da qui, dal suo ritiro forzato a Gstaad questo documentario.  Il suo amico e collega Andrew Braunsberg, produttore di diversi suoi film va a trovarlo quasi tutti i giorni; le loro sono chiacchierate tra vecchi amici, ma intanto la mente vola e incontra immagini, fotografie sbiadite, ritagli di giornali, parti di film: tutto questo diventa Roman Polanski: a Film Memoir”.
Nei 90 minuti di proiezione, Polanski rivive e fa rivivere le mille e una sua vita.  Malinconico,  ironico, sofferente, allegro o triste che sia, non tralascia nulla, né i folgoranti successi, né i disastri, i lutti. Tutto viene messo su una bilancia, i pesi a volte scendono da una parte, a volte da un’altra, senza mai trovare un punto di equilibrio. 

Un racconto, nella sua semplicità, molto coinvolgente e dinamico,  a volte commovente, altre divertente. Ma è soprattutto conferma di quanto quel mondo che sembra lontano anni luce dal nostro, sia invece così inesorabilmente “gemello”. E l’uomo che vi abita è un essere umano come tutti noi, con le sue croci e le sue colpe da portare come fardello. E come tutti è stato in grado di rialzarsi e andare avanti. Raccontandole.

Immagine anteprima YouTube

Roman Polanski: A Film Memoir
Regia: Laurent Bouzereau
Durata: 94′
Produzione: USA, 2011
Distribuzione italiana: 18 maggio 2012

 

 

 

 

 

 

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