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Wednesday 19 September 2018
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Ghetto ebraico a Venezia, il fascino malinconico della storia

Venezia è una città dalle mille sfaccettature, dai mille volti, che può essere visitata e rivisitata più volte senza mai stancarsi. C’è però una Venezia che non è sempre affollata dal turismo di massa, sebbene negli ultimi anni stia ricevendo sempre più visite. La Venezia del ghetto ebraico, una Venezia più nascosta, ma intrisa di storia e fascino, che sembra portare indietro nel tempo, scollegandoci dai fasti del carnevale e delle vie affollate. Ma iniziamo da qualche cenno storico alla scoperta di quest’isola ricca di suggestioni.

Il ghetto ebraico a Venezia

Se ci si chiede cosa visitare a Venezia, invece di rispondere i soliti luoghi scontati del turismo di massa, un salto nel ghetto ebraico sarà un’esperienza davvero unica, lontana dal clamore e immersi nella storia.

La storia del ghetto va di pari passo con quella delle fonderie  di Venezia, infatti ghetto deriva etimologicamente proprio dalla parola veneziana geto, e che vuol dire, appunto, fondere. In quest’isola, dal 1300 furono accolte delle famiglie di ebrei dopo averla espropriata alle famiglie veneziane che abitavano qui, in modo da integrare gli ebrei nella vita socio-economica della città.

Esplorando il ghetto

ghetto2Il ghetto ebraico si raggiunge, una volta usciti dalla stazione di Venezia Santa Lucia, proseguendo per Strada Nuova. Si svolta quindi dopo il Ponte delle Guglie e qui si trova l’ingresso del ghetto ebraico. Questo può essere suddiviso in ghetto vecchio, ghetto nuovo e ghetto nuovissimo. Al contrario di quanto si possa pensare, però, il ghetto nuovo è il più antico ed è quello in cui si stabilirono i primi ebrei che provenivano dall’Europa centrale. Questo ghetto è un’isola vera e propria, completamente circondata dall’acqua e collegata alla città per mezzo dei ponti. Questi alle 24 venivano chiusi con dei cancelli che venivano poi riaperti al mattino.

Con l’arrivo di nuovi ebrei italiani o provenienti da Spagna e Portogallo si dovette ricorrere ad ulteriori spazi, sorsero così il ghetto vecchio e il ghetto nuovissimo. In questi spazi arrivarono a viverci fino a 5 mila persone. La piazza del Ghetto ospita le più antiche sinagoghe. Oggi pochi ebrei abitano ancora il ghetto, una minoranza sopravvissuta alle deportazioni della Grande Guerra e che ha ancora tradizioni molto vive.

La vita nel ghetto

Oggi si può visitare il Museo del Ghetto e qualche Sinagoga, ma il turista può degustare l’ottima cucina Kosher nel ristorante Gam Gam. Deliziose le sarde in saor, un piatto tipico veneziano ma di origine ebraica, si tratta di sardine fritte e condite con cipolle marinate, uvetta e pinoli.